
Il monumento più bianco di Roma non è fatto di marmo di Carrara.
Quello che tutti chiamano ‘la macchina da scrivere’ — il Vittoriano, il colosso bianco che domina Piazza Venezia — è rivestito con 100.000 tonnellate di marmo estratto dalle cave di Botticino, vicino a Brescia. A 500 chilometri di distanza.
La storia inizia nel 1885. Roma deve erigere il monumento all’unità d’Italia, il simbolo per eccellenza. Il progetto originale di Giuseppe Sacconi prevedeva il travertino, poi si pensò a Carrara — il marmo italiano per antonomasia, quello di Michelangelo.
Ma il 2 luglio 1889, una commissione reale si riunì e prese una decisione che pochi conoscono: il marmo di Carrara fu scartato. Costava troppo.
La scelta cadde sul botticino, un marmo bresciano più economico, più lavorabile, e per certi versi più simile ai bianchi romani dell’antichità. Decisione pratica, quasi imbarazzante per un monumento del genere.
E qui arriva il bello. Il botticino non arrivò in piccole partite: furono estratti e trasportati 40.000 metri cubi di pietra. Centomila tonnellate. Da Brescia a Roma, in un’epoca in cui la logistica era un’impresa titanica.
Spoiler: ci vollero 26 anni. Dal 1885 al 1911, per posare quella montagna bianca nel cuore di Roma. La scalinata sola conta 243 gradini. Il colonnato del sommoportico si estende per 114 metri con 20 colonne. La statua equestre di Vittorio Emanuele II — al centro di tutto — è alta 24,80 metri, piedistallo incluso.
Il risultato è una delle strutture più pesanti d’Italia. E i romani, con il loro solito affetto burbero, lo hanno ribattezzato ‘la macchina da scrivere’ per quel colonnato che ricorda i tasti di una tastiera. C’è chi dice anche ‘dentiera’. O ‘torta nuziale’.
Il monumento all’unità d’Italia fu costruito col marmo di risparmio. E oggi è il simbolo di Roma.
In breve:
Il Vittoriano è rivestito con 100.000 tonnellate di marmo botticino estratto da cave vicino a Brescia, a 500 km da Roma
Il 2 luglio 1889 una commissione reale scartò il marmo di Carrara perché costava troppo e scelse il botticino, più economico
I lavori durarono 26 anni (1885-1911): la statua equestre è alta 24,80 m, la scalinata ha 243 gradini, il colonnato misura 114 m