
Il governo cinese ha vietato formalmente agli imprenditori e alle società straniere di generare profitti finanziari attraverso il sistema educativo. La nuova direttiva impedisce l’apertura di scuole private destinate alla fascia dell’obbligo scolastico.
La nuova normativa colpisce direttamente il settore delle lezioni private e del tutoraggio a pagamento per gli studenti dai 6 ai 15 anni di età. L’esecutivo di Pechino stabilisce che la formazione di base rappresenti un servizio esclusivo dello Stato.
Il provvedimento elimina l’influenza degli investitori esteri dal sistema di istruzione nazionale. La mossa rafforza il controllo statale sulla popolazione.
Pechino respinge categoricamente il modello occidentale basato sugli azionisti. Lo Stato riafferma l’educazione giovanile come bene pubblico primario.