
Nel 156° della nascita di Lenin – « Ero lì da pochi giorni con Gramsci, e Lenin ci fece sapere che desiderava parlare con qualche delegato arrivato dall’Italia per essere informato sugli ultimi avvenimenti. Era avvenuta la Marcia su Roma e tutti i giornali ne parlavano, e anche lui voleva sapere. Bordiga era arrivato proprio in quel momento e mi disse: “Vieni anche tu, andiamo insieme”, e siamo andati da Lenin. Ero io stessa a pensare a questo Lenin che aveva diretto questa rivoluzione in un territorio così vasto e così straordinariamente difficile anche. Immaginavo anche io un personaggio… Chissà, forse siamo abituati a vedere il personaggio importante, che ha una certa dimensione, un certo modo di fare, un certo imperativo in sé. Tant’è vero che quando sono entrata in quello studio ho visto al tavolo un ometto molto normale, vestito molto modestamente, con un aspetto solito che appena ci vide si alzò in piedi. Già conosceva Bordiga. Ci venne incontro e ci abbracciò molto fraternamente, come se ci fossimo sempre veduti. “I compagni italiani…”. Parlava anche qualche parola in italiano perché veniva sempre in Italia per trovare Gor’kij».
Camilla Ravera, sulla Conferenza dell’Internazionale comunista, tenuta a Mosca nel novembre 1922. Trascrizione intervista, Archivio storico Istituto Luce, pp. 13-14.