
In Puglia, per 77 anni, esistette una città interamente musulmana. Non in Sicilia, non in Spagna: a Lucera, in provincia di Foggia, a 30 chilometri da dove abitavi o sei passato almeno una volta.
Anno 1223. Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero, decide di risolvere il problema dei musulmani siciliani ribelli nel modo che nessun altro sovrano cristiano medievale avrebbe mai preso in considerazione: deportarli in blocco nel cuore del Mezzogiorno e dargli una città tutta loro.
Tra le 20.000 e le 40.000 persone attraversarono lo stretto e raggiunsero Lucera. Non come prigionieri, non come schiavi. Come coloni.
E qui la storia prende una piega che non ti aspetti.
Lucera divenne “Luceria Saracenorum” — Lucera dei Saraceni. Con una moschea-cattedrale, le scuole coraniche, un tribunale islamico presieduto da un qadi che applicava la sharī’a. Mercati di spezie, un centro scientifico documentato ancora nel 1261. Una città funzionante, autonoma, riconosciuta dallo stato.
Sotto un imperatore cristiano che doveva teoricamente proteggere la fede cattolica.
Aspetta, però. Federico non era un idealista. Aveva un calcolo preciso.
Quei 20.000 musulmani erano i suoi soldati più fedeli: arcieri d’élite, guardie del corpo personali, truppe che non avevano alcun legame con i baroni cristiani che cercavano di farlo fuori. Se i vescovi gli si rivoltavano contro, lui aveva 20.000 uomini armati che non avrebbero mai scommesso un soldo sulla loro fedeltà alla chiesa.
Federico li fidava più dei suoi stessi signori feudali cristiani. Ed era una scelta razionale, non sentimentale.
Per quasi otto decenni, Lucera rimase esattamente quello che era: una città islamica nel mezzo di una penisola cristiana, a due passi da Castel del Monte, sotto lo stesso cielo dell’Apulia imperiale.
Poi arrivarono gli Angioini.
Il 25 agosto 1300, Giovanni Pipino — su ordine di Carlo II di Napoli e con la benedizione di papa Bonifacio VIII — assediò Lucera. La città resistette prima di cedere. Quello che seguì fu un massacro: la popolazione fu uccisa o deportata in Nord Africa. Le moschee abbattute. I documenti distrutti. Una cattedrale cristiana fu costruita sopra la moschea principale.
In meno di un giorno, 77 anni scomparvero.
Oggi a Lucera non rimane quasi nulla di quella città. Solo le fondamenta sotto i piedi di chi ci abita — e il nome di un castello, il Castrum Lucerie, che Federico fece costruire proprio per controllare e proteggere la sua colonia musulmana.
La Puglia che tutti immaginano fatta di Crociati, cattedrali romaniche e processioni ha avuto, per quasi un secolo, una città dove il muezzin chiamava alla preghiera cinque volte al giorno.
In breve:
Federico II fondò una città musulmana autonoma a Lucera (Puglia) nel 1223, deportando fino a 40.000 musulmani siciliani
Per 77 anni la comunità visse con moschee, tribunali islamici e mercati — i suoi uomini erano arcieri d’élite e guardie del corpo imperiali
Il 25 agosto 1300 gli Angioini la rasero al suolo: oggi sotto Lucera restano solo le fondamenta