
Ogni 25 Aprile si moltiplicano i post su FB di poveri martiri trucidati per vendetta dai partigiani comunisti dopo la Liberazione.
Vorrei ricordare a chi li propone, che prima di quella data l’arietta durava da 20 anni. 20 anni di manganello, olio di ricino, galera e omicidi. Si moriva in Libia e nel Corno d’Africa. E alla fine del ventennio si moriva anche sotto le bombe, nei lager, in Africa, Albania, Grecia, Russia e sulle Alpi.
E quando i sopravvissuti sono scesi dalle montagne e alcuni di loro si sono macchiati di vendette, sono stati denunciati e messi in galera.
Vorrei ricordare anche che i partigiani (in maggioranza comunisti) il 25 Aprile erano l’unica forza armata in Italia riconosciuta dagli alleati. E dopo aver deposto le armi, furono i veri garanti della Repubblica e della Costituzione appena nata.
E in seguito si pentirono di aver abbandonato i fucili, perché gli USA garantirono agli stessi fascisti di mantenere in Italia gli stessi posti di potere nella polizia, esercito, prefetture, ecc…
Le squadracce fasciste si trasformarono in Celere, i governi Scelba e Tambroni fecero la loro parte coi morti di Reggio Emilia e pagando il bandito Giuliano per il massacro di Portella della Ginestra.
Seguirono negli anni le stragi di Stato, gli omicidi Mattei, Moro, Falcone e Borsellino e tutte le stragi di mafia di cui i governi erano complici.