
Nel 413 a.C. Siracusa distrusse la superpotenza del mondo antico in due anni.
Atene non era una città qualsiasi. Era l’egemone assoluta del Mediterraneo orientale, la potenza che aveva fermato i Persiani a Maratona e Salamina. Quando nel 415 a.C. decise di conquistare la Sicilia, nessuno pensò davvero che potesse fallire.
La spedizione fu il più grande sforzo militare della sua storia: 134 triremi, oltre 270 navi in totale, circa 27.000 uomini imbarcati. Un’armata pensata per schiacciare una singola città in poche settimane.
I generali si aspettavano una vittoria rapida. Partirono convinti di tornare con la Sicilia in tasca.
Aspetta.
Due anni dopo, nel porto grande di Siracusa, la flotta ateniese era in trappola. I Siracusani avevano sbarrato l’uscita con una catena di navi. Le triremi ateniesi tentarono di sfondare. Non ci riuscirono. Circa 170-180 triremi affondate o catturate in un solo scontro.
Quelli che sopravvissero in mare provarono a ritirarsi via terra. Fu una marcia di disfatta: 8.000 uomini morti tra la battaglia navale, la rotta e le ultime ore sul fiume Assinaro, dove i soldati ateniesi bevevano acqua fangosa e venivano massacrati sulle rive.
E qui arriva il bello — per modo di dire.
7.000 prigionieri non morirono in battaglia. Vennero trascinati nelle Latomie: le cave di pietra di Siracusa, a cielo aperto, senza riparo. Per circa 8 mesi vissero lì dentro — caldo d’estate, freddo d’inverno, fame, malattie, i cadaveri accanto ai vivi. Tucidide scrive che molti morirono per le condizioni stesse della prigionia.
Spoiler: Tucidide era ateniese. E chiamò comunque questa sconfitta “il più grande evento mai accaduto tra Greci e Barbari” — intendendo il più grande disastro.
Dal porto di Siracusa non tornò quasi nessuno. Su 27.000 uomini partiti da Atene due anni prima, una manciata riuscì a rientrare in patria. Il resto era morto, prigioniero, o disperso in Sicilia.
Una città siciliana aveva fatto quello che i Persiani non erano riusciti a fare: annientare Atene.
In breve:
Nel 415 a.C. Atene inviò 134 triremi e 27.000 uomini per conquistare la Sicilia.
Nel 413 a.C. la flotta fu distrutta nel porto di Siracusa: 8.000 morti, 7.000 prigionieri nelle Latomie per 8 mesi.
Tucidide lo giudicò il più grande disastro della storia greca. Dal porto di Siracusa non tornò quasi nessuno.