
Il secondo segreto di Matera (che quasi nessuno vede)
A Matera esiste un segreto antico otto millenni. Non è sotto i Sassi. È di fronte a loro. E quasi nessuno lo nota.
Si trova sulla Murgia Timone, a poche centinaia di metri dalle terrazze più fotografate della città. Qui sorgeva un villaggio neolitico scomparso intorno al 6000 a.C., in un’epoca in cui l’Europa non conosceva ancora città, stati o civiltà nel senso moderno del termine. Eppure, su questo altopiano battuto dal vento, qualcuno aveva già concepito un’idea sorprendentemente avanzata.
Non edifici monumentali. Non torri. Non mura.
Un fossato.
Ma non uno qualunque. Un’opera lunga 664 metri, scavata interamente a mano nella roccia calcarea, con una forma che dall’alto disegna una figura a otto: due lobi speculari e tangenti, capaci di racchiudere un’area di oltre 20.000 metri quadrati. Un perimetro difensivo rigoroso, geometrico, intenzionale. Pareti verticali profonde fino a 2,50 metri, fondo regolarizzato, larghezza che arriva a 2,70 metri.
Non un’improvvisazione. Un progetto.
All’interno di questo spazio, l’archeologo materano Domenico Ridola, che lo individuò nel 1894 seguendo tracce di pietre lavorate e frammenti ceramici decorati, identificò le buche dei pali delle capanne: abitazioni lignee, disposte con criterio, a testimonianza di un insediamento stabile e organizzato. Il villaggio aveva almeno due accessi: uno a ovest, ampio quattro metri, e uno a est, scolpito nella pietra con una forma appuntita, quasi una punta di freccia.
E ora arriva la parte più incredibile.
Quel fossato esiste ancora.
Non è scomparso, non è stato cancellato dal tempo né sommerso. È lì, sulla Murgia Materana, colmato in parte dai detriti accumulati nei secoli, ma ancora presente, leggibile, percorribile. Basta sapere dove guardare.
Ogni anno decine di migliaia di visitatori fotografano i Sassi dall’altra parte del canyon del torrente Jesce, senza sapere che, a poche centinaia di metri, c’è un’opera di ingegneria neolitica scavata 8.000 anni fa da uomini e donne che non avevano scrittura, non conoscevano la ruota, non possedevano metalli — ma avevano già compreso come tracciare un confine nella roccia.
Il villaggio più antico di Matera non è nei Sassi. È sopra di loro. E quasi nessuno lo guarda.
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In sintesi
Sulla Murgia di Matera esiste un villaggio neolitico di 8.000 anni fa con un fossato a forma di 8 lungo 664 metri
Scoperto nel 1894 da Domenico Ridola, racchiude oltre 20.000 m² ed è stato scavato interamente a mano nella roccia
Il fossato è ancora visibile oggi, ignorato dalla maggior parte dei turisti che osservano i Sassi a poche centinaia di metri