
LA “VITTORIA”
DEL CRISTIANESIMO SU ROMA
…ovvero: come si cancella un mondo e poi si chiama progresso ![]()
Ogni tanto sento qualcuno parlare della “vittoria del Cristianesimo su Roma” con gli occhi lucidi e la voce commossa, come se stesse raccontando la finale dei Mondiali. ![]()
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Capisco l’entusiasmo.
Ma quando tolgo l’incenso dagli occhi e guardo i fatti storici nudi e crudi… il film cambia genere. ![]()
Non e’ piu’ un kolossal epico.
E’ un thriller. ![]()
Facciamo un giro insieme, dai. ![]()
1.
LA CANCELLAZIONE DELLA MEMORIA
Roma era un mondo straordinariamente plurale: filosofie, culti, scuole di pensiero, dibattiti pubblici, biblioteche enormi.
La “luce nel mondo” arrivo’… e spense parecchie lampade. ![]()
Aneddoto: Ipazia di Alessandria, matematica e filosofa, una delle menti piu’ brillanti del suo tempo. Nel 415 d.C. venne trascinata fuori dalla sua carrozza da una folla di fanatici cristiani, fatta a pezzi con cocci di terracotta e bruciata. ![]()
Il suo crimine? Insegnava filosofia e astronomia.
Il suo assassino morale, il vescovo Cirillo di Alessandria, venne proclamato Santo dalla Chiesa. ![]()
E poi dicono che il problema sono gli “atei arrabbiati”. ![]()
2.
L’IMPOSIZIONE DEL PENSIERO UNICO
Roma tollerava quasi tutto, purche’ si rispettasse l’ordine pubblico.
Il Cristianesimo porto’ un modello radicalmente diverso: un solo Dio, una sola verita’, una sola dottrina.
La metafora che mi viene spontanea: fu come sostituire un mercato rionale colorato e caotico, con mille bancarelle diverse, con un supermercato unico, unico fornitore, unico listino prezzi… e guardie all’ingresso. ![]()
E se non eri d’accordo con il listino?
Ti spiegavano la verita’ con:
confische, esili, roghi, scomuniche, Inquisizione. ![]()
E un manuale di colpa e peccato che oggi, senza mezzi termini, chiameremmo ingegneria sociale. ![]()
3.
SECOLI DI OSCURANTISMO TRAVESTITI DA MORALITA’
Per secoli, fare le domande sbagliate significava rischiare la pelle.
La scienza? Sospetta. ![]()
La filosofia? Pericolosa. ![]()
Il corpo? Peccaminoso. ![]()
La donna? Tentatrice. ![]()
Il diverso? Da convertire o eliminare. ![]()
Tutto questo mentre il Vaticano accumulava ricchezze che avrebbero fatto impallidire qualsiasi imperatore romano.
Povertà evangelica, naturalmente. ![]()
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4.
LA PROPAGANDA DELL’APOCALISSE
L’Apocalisse non e’ un testo mistico: e’ un manifesto politico scritto in codice.
Divide il mondo in “noi buoni” e “loro malvagi”.
Promette vendetta divina contro i nemici.
Crea identita’ di gruppo basata sulla paura.
E’ esattamente lo schema che oggi riconosciamo in qualsiasi propaganda autoritaria. ![]()
Solo con le ali e le trombe d’angelo al posto delle uniformi. ![]()
5.
IL COLONIALISMO CON LA CROCE IN MANO
“Portiamo Cristo ai popoli.”
Traduzione pratica: prendiamo oro, terre e risorse, e nel frattempo distruggiamo culture millenarie che esistevano da secoli prima di noi. ![]()
Il tutto con la benedizione ufficiale del cielo. ![]()
Azteki, Maya, Inca, popolazioni africane: civiltà spazzate via in nome dell’Amore Universale. ![]()
Logica ineccepibile, se ci pensi. ![]()
LA VERITA’ NUDA E CRUDA
Quindi, ricapitolando:
la “vittoria del Cristianesimo su Roma” non fu una vittoria della spiritualita’.
Fu una vittoria del potere sul pensiero. ![]()
Una vittoria dell’obbedienza sulla curiosita’. ![]()
Una vittoria della paura sulla liberta’. ![]()
Mi si e’ accesa una lampadina
:
quando qualcuno chiama “progresso” la cancellazione di un mondo intero…
forse il problema non e’ il mondo cancellato.
Forse e’ chi impugna la gomma. ![]()
Il maltolto non si restituisce in oro, ormai e’ nei caveau da secoli. ![]()
Si restituisce in onesta’ intellettuale.
In riconoscimento storico.
In liberta’ di pensare senza dogmi.
E quella liberta’, per fortuna, nessun Editto di Tessalonica e’ riuscito ancora a confiscarla del tutto.