
La genia del male che vedete nell’immagine si chiama Marie-Thérèse Ross-Mahé, ha 85 anni, è francese, viveva negli Stati Uniti.
E fino a un mese fa era una grande, grandissima fan di Donald Trump. Le piaceva così tanto la sua politica sull’immigrazione clandestina che diceva: “Bisognerebbe farla anche in Francia”.
Nel 2025 si trasferisce in Alabama per sposare un vecchio amore degli anni Cinquanta, un veterano americano che aveva conosciuto in un centro NATO.
Lui muore a gennaio. Lei decide di restare lì, vedova, in attesa della green card.
Tutto bene finché, una mattina di aprile, alle 5, bussano alla porta. Apre in pantofole e accappatoio e trova una sorpresa: gli agenti dell’ICE.
Esattamente quegli agenti lì. Quelli che applaudiva dal divano.
Le ammanettano polsi e caviglie. La caricano su un furgone “come un sacco di patate” (la citazione è sua) e la costringono a 16 giorni di detenzione tra Alabama e Louisiana. Senza nemmeno concederle i farmaci per la pressione.
Il motivo? Questo piccolo dettaglio: su segnalazione del figliastro, con cui era in lite per l’eredità, si scopre che lei negli USA ci era entrata col Visa Waiver, che ti dà diritto a 90 giorni di permanenza.
Ma una volta scaduti, lei aveva deciso di restare e di rimanere per sette mesi oltre la scadenza.
Esattamente quel tipo di “irregolare” a cui avrebbe detto: “Le regole valgono per tutti, mio caro. E ora, via in catene”.
La signora, dopo essere stata espulsa a Parigi con un un biglietto di sola andata, racconta al New York Times, con la voce strozzata: “Non pensavo che esistessero posti del genere. Pensavo che, una volta arrestati, li avremmo trattati con rispetto. Li trattano come cani, non come esseri umani”.
Ah, ecco. Davvero Marie-Thérèse? Curioso, perché lo dicevano da anni i giornalisti, le ONG, gli avvocati, i parenti dei deportati. Chiunque.
Oggi Marie-Thérèse vive di nuovo in Francia con la diagnosi di disturbo da stress post-traumatico, l’anello del marito al collo e la consapevolezza tardiva che i mostri a cui applaudiva esistevano davvero.
La morale, in fondo, è sempre la stessa: l’odio è simpatico finché viene a prendere il vicino. Poi una mattina si presenta alla tua porta e ti accorgi che non ha bisogno di chiederti il permesso.
Bon voyage, Marie-Thérèse.