
Carlo Nordio ha deciso: promuoverà nei prossimi giorni un’azione risarcitoria in sede civile contro Sigfrido Ranucci.
Il motivo? Le dichiarazioni rilasciate dal conduttore di Report a “È sempre Cartabianca”, su Rete 4, sulla possibile presenza del ministro nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in Uruguay.
E la Rai, anziché difendere il proprio giornalista, gli ha mandato una lettera di richiamo, lo ha lasciato solo. E stando alle anticipazioni dell’ANSA, sarebbe intenzionata anche a privare Ranucci della tutela legale.
Tutto questo a un giornalista sotto scorta, sopravvissuto a uno degli attentati più gravi degli ultimi anni.
E sapete cosa ha risposto Ranucci? Che il processo contro Nordio lo affronterà a proprie spese, rinunciando di sua iniziativa alla protezione della Rai:
“Anche se ancora non mi è arrivata la lettera di contestazione, anticipata dall’ANSA, nella quale mi si annuncia la privazione della tutela legale da parte della Rai, sento il dovere di informarvi che davanti all’eventuale denuncia del Ministro della Giustizia Nordio, rinuncio già da ora ad esporre l’azienda, che gestisce soldi pubblici, a eventuali rischi. Affronterò il giudizio a mie spese.”
E poi:
“Ringrazio le decine di studi legali e le centinaia di persone che mi hanno scritto sui miei profili e via mail, per offrire la loro collaborazione gratuitamente, o di contribuire alle spese. E diffido chi sta avviando raccolte fondi a mio nome. Non ho bisogno di aiuti economici, solo di poter ancora contare sulla vostra passione”.
Ecco: solo, oggi, Sigfrido Ranucci non lo è.
Perché ogni cittadino di questo Paese che crede ancora che il giornalismo serva a controllare il potere oggi è con lui.
Grazie, Sigfrido.