
Esiste un esperimento in fisica che da oltre due secoli continua a confondere gli scienziati più brillanti del mondo. Non richiede tecnologie sofisticate: basta una fonte di luce, una barriera con due piccole fessure e uno schermo sul fondo. Si chiama esperimento della doppia fenditura, e ciò che rivela sulla realtà è, in poche parole, inquietante.
Quando la luce viene proiettata attraverso le due fenditure, sullo schermo non compaiono due semplici bande luminose, come sarebbe logico aspettarsi. Appare invece un motivo formato da molte bande alternate, esattamente lo stesso schema che produce un’onda quando interferisce con sé stessa. Fin qui, curioso ma comprensibile.
Il vero problema arriva quando l’esperimento viene ripetuto sparando particelle singole, come elettroni, una alla volta. La logica direbbe che ogni particella dovrebbe attraversare una fenditura oppure l’altra. Eppure, dopo migliaia di lanci, il disegno sullo schermo continua a essere quello tipico delle onde, come se ogni particella fosse passata contemporaneamente attraverso entrambe le fenditure.
Ma la parte più sconvolgente arriva quando gli scienziati installano dei rilevatori per osservare da quale fenditura passi ogni particella. In quel momento, il motivo di interferenza scompare completamente. Basta tentare di misurare… e il comportamento cambia.
L’atto di osservare altera il risultato.
Questo fenomeno è uno dei pilastri della meccanica quantistica, la teoria fisica più precisa e verificata mai esistita. Il fisico Richard Feynman, Premio Nobel nel 1965, affermò che questo esperimento contiene l’unico vero mistero della meccanica quantistica.
E la cosa più affascinante è che, ancora oggi, nessuno è riuscito a spiegare completamente perché accada.