
Al PEGGIO non c’è mai fine? Pensavate le avessimo viste tutte? E invece no. Ebbene, dopo il successo che hanno avuto in America, anche da noi stanno arrivando le «influencer artificiali». Non hanno un cervello. Non pensano. Non respirano. Eppure sono seguite da milioni di persone. No, non sto scherzando. Una delle più famose, soprannominata Miquela, ha tre milioni di follower.
E sapete cosa mi ha davvero fatto pensare che meritiamo l’ESTINZIONE? Che ci sono migliaia di uomini, migliaia, che le fanno le corte. Le scrivono «sei bellissima», «ti amo», «vorrei sposarti». Flirtano con un computer. Si innamorano di un software. E poi ci sono le ragazzine che che iniziano a prenderle come modello. Imitano il modo in cui parlano. Copiano i loro vestiti. Vorrebbero essere come loro! E allora mi dispiace dirlo, ma non è l’influencer artificiale il problema.
Il vero problema di oggi si chiama la STUPIDITÀ che avanza. In una società dove l’ignoranza è una moda e l’educazione sembra essere diventata un optional, la stupidità è diventata virale. Se questa «ragazza» ha due milioni di persone che la seguono, non sono soltanto le idee e le emozioni che mancano, sono proprio i cervelli che hanno raggiunto il capolinea. E la cosa più assurda è che tutto questo viene chiamato «progresso». E se critichi queste cose ti dicono che non vuoi stare al passo con i tempi! Ma una società che non riesce più a distinguere una persona reale da una inventata è finita.
Perché il vero rischio non è che l’intelligenza artificiale diventi umana. Il vero rischio è che gli esseri umani diventino artificiali. Se non lo sono già. Ecco, io vorrei tanto tornare a vedere un bambino che legge. Un ragazzo chino con la testa sui libri. Vorrei una società dove la gente non sacrifichi le persone per parlare con delle cose. E allora cavolo: torniamo ad educare: ai sentimenti e alla loro comprensione, alle idee! Perché se noi siamo noi adulti a mettere dei paletti, «tra dieci anni ci troveremo con una generazione che sa tutto… tranne come stare al mondo»