
Ogni aspirina inghiottita nel mondo contiene una molecola calabrese del 1838.
Nessun bugiardino lo dice. Nessun logo lo ricorda. Ma è lì, dentro ogni compressa da 500 mg venduta dalla Bayer.
Raffaele Piria nasce a Scilla, provincia di Reggio Calabria, il 20 agosto 1814. Non in un centro universitario, non in una capitale europea — a Scilla, un borgo sul promontorio che guarda la Sicilia.
Si laurea in medicina a Napoli nel 1834. Ma la medicina gli sta stretta: quello che lo attrae è la chimica organica, una disciplina ancora giovane, ancora senza regole fisse. Nel 1837 parte per Parigi e ottiene un posto nel laboratorio di Jean-Baptiste Dumas, il chimico più influente d’Europa in quel momento.
Lì succede qualcosa di preciso.
La corteccia di salice veniva usata da secoli come rimedio contro la febbre — lo sapevano i Greci, lo sapevano i medici medievali, lo sapeva chiunque vivesse vicino a un fiume. Ma nessuno aveva capito perché funzionasse. Nel 1829, il farmacista francese Henri Leroux aveva isolato dalla corteccia un glucoside che chiamò salicina. Un passo avanti, ma ancora non abbastanza.
Nel 1838 Piria va oltre. Prende la salicina e la scinde nelle sue due componenti: glucosio e saligenina. Poi, partendo dalla saligenina, risale fino all’acido salicilico. La catena chimica è completa: corteccia di salice → salicina → saligenina → acido salicilico.
La Treccani, nella voce dedicata all’acido salicilico, non lascia spazio a interpretazioni: «L’ottenne per primo R. Piria (1838) dalla salicina».
Aspetta. Il passo successivo arriva 59 anni dopo.
Nel 1897, nei laboratori Bayer a Elberfeld, in Germania, il chimico Felix Hoffmann prende esattamente quell’acido salicilico — la molecola di Piria — e lo acetila con anidride acetica. Ottiene l’acido acetilsalicilico. Due anni dopo, la Bayer brevetta il nome: Aspirina.
L’acetilazione è un passaggio chimico di una riga. Il lavoro vero — capire che cosa conteneva la corteccia di salice, scindere la salicina, arrivare all’acido — lo aveva fatto un calabrese in un laboratorio parigino mezzo secolo prima.
Oggi l’aspirina è il farmaco più venduto al mondo. Circa 40.000 tonnellate prodotte ogni anno. Ogni compressa parte dall’acido salicilico. Ogni acido salicilico porta, nella sua struttura molecolare, il percorso tracciato da Piria nel 1838.
Un chimico di Scilla che non trovi su nessuna confezione.
In breve:
Raffaele Piria, nato a Scilla (RC) nel 1814, fu il primo chimico al mondo a ricavare l’acido salicilico dalla salicina nel 1838.
Lavorava a Parigi nel laboratorio di Jean-Baptiste Dumas quando scompose la salicina in glucosio e saligenina, arrivando poi all’acido salicilico.
59 anni dopo, la Bayer acetilò quella stessa molecola per creare l’aspirina — il farmaco più venduto al mondo.