
Dio è grande. Quanto grande? Facciamo due conti. ![]()
L’universo osservabile ha un diametro di 93 miliardi di anni luce. Contiene circa 2.000 miliardi di galassie. Ogni galassia ha centinaia di miliardi di stelle. Un anno luce sono 9.461 miliardi di chilometri.
Scrivi pure il numero. Io aspetto. ![]()
In questo oceano cosmico, la Terra è un granello di sabbia. Anzi, meno. E su questo granello, in un angolino del Mediterraneo orientale, nell’Età del Bronzo, il Creatore dell’universo si è fissato sul prepuzio di Abramo. ![]()
Andiamo con ordine.
Anselmo d’Aosta, 1078. ![]()
Un monaco se ne esce con l’argomento ontologico: «Dio è ciò di cui non si può pensare niente di più grande.»
Sembra profondo. In realtà è una barzelletta.
È come dire: «Il drago perfetto deve esistere per forza, perché se non esistesse non sarebbe perfetto.» ![]()
Complimenti Anselmo, hai appena dimostrato l’esistenza dei draghi.
Il paradosso del sasso. ![]()
Ma il vero capolavoro arriva con una domanda da due soldi:
Dio può creare una pietra così pesante che nemmeno Lui riesce a sollevarla?
Se sì → esiste qualcosa che Dio non può fare → non è onnipotente.
Se no → non può creare quella pietra → non è onnipotente lo stesso.
Game over. Non esiste via d’uscita pulita.
E qui arriva il momento più comico di tutti. Quando il credente, con la faccia seria, ti dice:
«Tu non puoi spiegare Dio con la razionalità.»
Fermati. Riascolta quello che hai appena detto.
Hai appena ammesso, davanti a tutti, che la tua fede è irrazionale. Che credi a qualcosa che non sta in piedi logicamente. Va benissimo, è una tua scelta. Ma allora con quale faccia vieni a giudicare chi invece usa la ragione? Con quale autorità morale o intellettuale pretendi di dire che noi siamo in torto?
È come uno che ti confessa di bluffare sempre a poker… e poi si incazza perché non gli credi sulla parola. ![]()
Conclusione.
Se Dio è talmente grande da essere al di là della ragione umana, allora che resti lì, nel tuo infinito incomprensibile.
Non pretendere di portarlo nelle leggi, nelle scuole, nei corpi delle persone e nelle vite di chi non ti ha invitato.
Noi stiamo benissimo da questa parte della ragione.
E senza bisogno di inginocchiarci