
L’Italia sta letteralmente scomparendo. Non sono chiacchiere da bar, sono i numeri dell’Istat a certificare il fallimento di un Governo che preferisce la retorica patriottica al benessere reale dei cittadini. La verità, quella che fa male, è che siamo un’economia in terapia intensiva e un Paese dove mettere al mondo un figlio è diventato un lusso proibito, riservato a pochi eletti.
Il quadro del disastro è desolante. Primo, il collasso economico: siamo l’unico Paese dell’area Ocse dove i salari, in trent’anni, sono calati. Mentre l’inflazione ci strangola, il Pil arranca con previsioni di crescita ridicole, vicine allo zero. Dal 2007 a oggi, la nostra crescita reale si è fermata al 5%, una miseria se paragonata al 20% di Francia e Germania. Il risultato? Oltre due milioni di famiglie italiane vivono oggi in povertà assoluta.
Secondo, il suicidio demografico: abbiamo perso più di un milione di residenti in soli dieci anni. Le nascite sono crollate e il tasso di fecondità è fermo a 1,14 figli per donna. Non è fatalità, è una scelta politica precisa. Invece di puntare su innovazione, tecnologia e abbattimento della precarietà, questo Governo decide di dirottare i soldi pubblici per produrre e inviare armi. Come pretendono che i giovani facciano figli se non arrivano alla fine del mese, non possono permettersi la benzina e vedono lo Stato finanziare la guerra anziché le famiglie?
Siamo di fronte a un’estinzione programmata, mascherata da tagli al welfare. È tempo di smetterla con la propaganda e guardare in faccia la realtà: vi sentite davvero rappresentati da chi sta condannando il futuro dell’Italia?