
Io e Cinzia camminiamo per il corso come due che hanno deciso di prendersi una pausa dal mondo, ma il mondo evidentemente non ha ricevuto il memo. Sbuchiamo all’altezza della gelateria e, come previsto dal manuale universale degli imprevisti inutili, compaiono due esemplari rari di maschio convinto: uno con la camicia troppo aperta, l’altro con l’autostima troppo alta. Ci tagliano la strada con la grazia di due piccioni che si credono fenicotteri.
«Ciao ragazze, vi va un caffè?» chiede quello con la camicia, che probabilmente pensa di essere irresistibile solo perché ha imparato a usare il gel per capelli. Io lo guardo come si guarda un tutorial sbagliato su YouTube: con un misto di pietà e curiosità antropologica.
«Un caffè? Adesso? Così, senza preavviso? Ma lo sai che potrei essere allergica alla caffeina sociale?» rispondo, mentre Cinzia si porta una mano alla bocca per non ridere. L’altro, quello con l’autostima, decide di rilanciare:
«Dai, non siate timide. Siamo due bravi ragazzi.»
Lo dice con la stessa convinzione con cui un gatto afferma di non essere stato lui a buttare giù il vaso. «Bravi in cosa?» chiedo.
«In generale» risponde. E io penso che almeno è sincero: non ha idea di cosa stia dicendo.
Cinzia entra in modalità teatrale: «Guarda, noi oggi siamo in missione segreta. Non possiamo distrarci.»
«Missione?» ripetono in coro, come due eco non richieste.
«Sì», dico io, «stiamo cercando di capire se esistono ancora uomini capaci di iniziare una conversazione senza sembrare un pop-up pubblicitario.» Cinzia scoppia a ridere.
Loro no. Li vedo confusi, come se avessimo parlato in una lingua sconosciuta.
«Comunque, grazie» aggiungo, «apprezziamo lo sforzo. Davvero. È bello vedere che la biodiversità resiste.»
Li salutiamo con un cenno elegante, quello che si usa per congedare i camerieri nei film francesi, e riprendiamo a camminare.
«Barbara» dice Cinzia, «un giorno qualcuno ci denuncerà per eccesso di ironia.» «Sì», rispondo, «ma almeno avremo un movente solido.»
E continuiamo il nostro corso, due donne tranquille, due idioti in meno, e un pomeriggio che finalmente torna a respirare.