
L’IRAQ ESPELLE I SOLDATI USA: SCOPPIO GEOPOLITICO IN MEDIO ORIENTE
Il Parlamento iracheno ha votato l’espulsione immediata di tutti i soldati americani dal territorio nazionale. 2.500 soldati USA devono andarsene subito. Ma cosa significa perdere l’Iraq proprio adesso che si combatte l’Iran?
L’Iraq confina con l’Iran per ben 1.400 chilometri. Le basi americane in territorio iracheno sono il punto di partenza di ogni operazione contro Teheran: con questa decisione, gli Stati Uniti perdono la loro posizione più strategica in tutta la regione.
I NUMERI DEL VOTO E IL REQUISITO DEL RITIRO
Lo sapevano i generali americani, lo sapeva il Pentagono. Adesso l’Iraq ha votato democraticamente per cacciarli fuori:
Esito del voto: Il provvedimento è passato al Parlamento iracheno con 178 voti a favore e soli 12 contrari.
Forze in campo: In Iraq sono presenti 2.500 soldati americani dislocati in 4 basi operative cruciali per il monitoraggio e le manovre verso l’Iran.
L’ultimatum: Il Primo Ministro iracheno ha concesso agli Stati Uniti un’ulteriore finestra di 30 giorni per completare il ritiro totale.
LA REAZIONE DI TRUMP E LE SANZIONI ECONOMICHE
La risposta di Donald Trump non si è fatta attendere:
”Imponiamo sanzioni all’Iraq e teniamo i loro soldi”.
L’Iraq detiene circa 140 miliardi di dollari (140 billion) di riserve depositate presso le banche americane, e la Casa Bianca ha il potere di congelarle. Si tratta della stessa identica minaccia economica che gli USA utilizzarono con l’Afghanistan, e che all’epoca funzionò.
Seguimi per rimanere aggiornato, perché questa guerra si sta allargando in una direzione che nessuno aveva previsto.