
Il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi ha espresso forte contrarietà alla legge delega del governo per il ritorno del nucleare in Italia, definendo la proposta energetica come un’idea fuori tempo massimo. Durante le sue audizioni alla Camera dei deputati davanti alle commissioni Ambiente e Attività produttive, lo scienziato ha smontato la strategia nucleare dell’esecutivo basandosi su motivi economici e tecnici.
I motivi del no di Giorgio Parisi: l’energia solare costa molto meno del nucleare. I prezzi del fotovoltaico si dimezzano ogni cinque anni. Costruire le centrali richiede troppi anni, mentre per la crisi climatica servono risposte immediate.
Il nucleare di quarta generazione esiste oggi solo sulla carta. Risolve pochi problemi e ha forti rischi di corrosione dei materiali, l’Italia ha una densità abitativa troppo alta per ospitare questi impianti in sicurezza.
Il Nobel Parisi suggerisce di bloccare i piani per l’atomo e di investire subito sulle energie rinnovabili, in particolare sul solare e sul geotermico. Secondo il fisico, la priorità assoluta dello Stato deve essere il potenziamento della rete elettrica nazionale e la creazione di grandi sistemi di accumulo (batterie) per gestire l’energia pulita.