
Ieri mi è crollato un altro MITO! Ecco, in questi ultimi giorni De Gregori è stato sommerso da una valanga di critiche! Perché? Perché ha detto una cosa che apriti cielo! In breve, secondo De Gregori, chi esprime la propria idea sulla guerra è da biasimare. «Provo sempre un certo imbarazzo quando un uomo di spettacolo vuole schierarsi su questioni di guerra». E poi ha aggiunto: «Non sono per gli artisti che vogliono sensibilizzare il loro pubblico».
E allora lasciatemi dire una cosa! Ma prima devo fare una premessa: io ho sempre odiato, SEMPRE, quelli che per convenienza e opportunismo si accodano al politicamente corretto di turno! E sposano una causa perché va di moda farlo! E sì prendere posizione non significa avere un’opinione su tutto, avere un’idea su tutto, far sentire sempre e in ogni singolo momento la propria voce! Però c’è un MA! Perché un conto è dire: «io non so cosa pensare su questa questione». Un conto è dire «mi imbarazza chi prende posizione!»
Allora forse, caro De Gregori, dovresti ricordarti di quel Generale sulla collina e di quella «bambina di cinquant’anni e di cinque figli. Venuti al mondo come conigli». Dovresti ricordarti di quelli che «lo sanno a memoria il diritto divino. E scordano sempre il perdono». O di quel «tipo strano, quello che ha venduto per tremila lira sua madre a un nano». E di quel ragazzo che dorme sepolto in un campo di grano e «non è la rosa, non è il tulipano che ti fan veglia dall’ombra dei fossi, ma sono mille papaveri rossi!».
Dire che l’arte non serve a sensibilizzare le coscienze è una bestemmia! Se chi scrive libri, poesie e canzoni non avesse preso una posizione, non avremmo mai avuto quella donna meravigliosa che si chiama Oriana Fallaci! Non avremmo mai avuto De Andre, Allende, Orwell, Dostoevskii, Hemingway e Gogol! E aggiungo Steinbeck, Omero, Tolstoj, e ci metto anche Philip Roth! Perché cavolo a questo serve la cultura: a smuovere le coscienze e fare RUMORE!