
L’uomo che vedete nell’immagine, sconosciuto ai più, è Davide Bergamini. Deputato, sindaco di Vigarano Mainarda. Una di quelle figure che attraversano il Parlamento senza lasciare traccia.
Tranne oggi. Oggi ha infatti realizzato la sua opera massima.
A gennaio 2026, Bergamini lascia la Lega con l’aria offesa di chi ha visto cose terribili. E mette a verbale la motivazione: “In Lega ci sono soggetti dai quali non mi sento rappresentato, come il generale Vannacci. Passo a Forza Italia”.
Immaginatelo, mentre la pronuncia. Lo sguardo fiero di chi compie una scelta dolorosa ma necessaria. La “vannaccizzazione” del Carroccio additata come la peste bubbonica e lui, eroico, che scappa dal lazzaretto tappandosi naso e bocca.
“Da quell’uomo, mai e poi mai”, avrà mormorato, chiudendosi la porta alle spalle.
Oggi, 6 giugno, sei mesi dopo, Roberto Vannacci convoca i cronisti e annuncia quattro nuovi deputati per Futuro Nazionale, il suo partito.
Primo della lista, raggiante, col sorriso del bambino al luna park: Davide Bergamini.
Sì. Quel Bergamini. Quello della peste bubbonica. L’uomo che fuggiva da Vannacci tappandosi il naso oggi è in fila, anzi, primo della fila, per entrare in casa di Vannacci, baciare l’anello di Vannacci e iscriversi al fan club di Vannacci.
Ve lo immaginate, il dialogo?
“Generale, sono Bergamini”.
“Bergamini chi?”.
“Quello che a gennaio giurava di scappare da lei”.
“Ah. E adesso?”.
“Adesso sto qui. Coi fiori e con la tessera già firmata”.
Del resto Vannacci stamattina, gonfio come un tacchino il giorno del Ringraziamento, l’ha detto chiaramente: “A me non conviene andare da loro, che vengano loro da noi.”
E loro vengono. Eccome se vengono. Bergamini è arrivato di corsa, ansimante, manco ci fosse l’ultimo posto al saldo di fine stagione.
Lega, Forza Italia, Futuro Nazionale. Tre casacche in sei mesi. A questo ritmo, l’armadio di Bergamini ha più simboli di partito che camicie e ogni mattina che lo apre è una sorpresa.
E sono questi, signori, i paladini della patria e dei valori. Quelli che la sera in tv vi spiegano cos’è la fedeltà.
Una miseria. Che trasloca di poltrona in poltrona col sorriso stampato, la valigia sempre in mano e la convinzione granitica di essere un uomo di valori e di principi