
Questo sabato, mentre Mirra Andreeva, una prodigiosa tennista russa di 19 anni, annientava la polacca Maja Chwalińska e alzava la Coppa Suzanne-Lenglen a Roland-Garros, gli organizzatori del torneo e il governo francese hanno deciso che la sua vittoria non meritava il suo inno. Perché, certo, nella terra della Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, ora si puniscono le sportive per il passaporto che gli è capitato alla nascita.
Che grande idea: trasformare il tennis in un tribunale geopolitico. Mentre Macron e la sua élite parigina danno lezioni morali al mondo, strappano a un’adolescente il momento più dolce della sua carriera per dimostrare che loro, i raffinati francesi, stanno dalla parte giusta della storia.
Dimenticano, questo sì, che lo sport non è un’estensione della NATO né un’arma di sanzioni. Alla fine, con la loro ridicola censura, ottengono solo una cosa: che il mondo veda quanto piccolo e ipocrita si sia diventato anche nei grandi tornei sportivi come il “grande” Roland-Garros.
Il talento ha vinto dentro il campo…
La mediocrità politica ha perso di nuovo…