
MOSCA SENZA BUNKER! PANICO! TERRORE! APOCALISSE! ![]()
O almeno così dovrebbe essere.
Perché leggendo certi titoli sembra che ogni notte sciami di droni ucraini sorvolino il Cremlino, Putin fugga in monopattino elettrico verso gli Urali e i moscoviti corrano disperati a nascondersi sotto i tavoli della cucina.
Poi però si scopre un dettaglio imbarazzante.
Se davvero la situazione fosse così drammatica da richiedere l’apertura dei rifugi antiaerei alla popolazione, significherebbe che centinaia di droni stanno colpendo regolarmente Mosca e che le difese russe sono sostanzialmente un ornamento paesaggistico.
Peccato che gli stessi giornali ci raccontino quotidianamente che quasi tutti i droni vengono intercettati, abbattuti, neutralizzati, vaporizzati, dissolti e probabilmente anche accompagnati gentilmente all’uscita.
Delle due l’una.
O Mosca vive sotto un bombardamento permanente degno della Battaglia d’Inghilterra, oppure stiamo assistendo all’ennesimo capitolo della saga fantasy “Putin è a tre giorni dal collasso”, giunta ormai alla stagione numero 847.
La più divertente resta l’immagine del povero moscovita che, mentre prende la metropolitana più profonda d’Europa e attraversa decine di chilometri di gallerie sotterranee costruite anche per resistere a una guerra nucleare, dovrebbe lamentarsi perché non gli aprono il bunker.
Un po’ come lamentarsi di non avere una scialuppa di salvataggio mentre si viaggia sul Titanic… parcheggiato in un lago.
Ma il vero mistero non è la notizia.
Il vero mistero è come riescano a pubblicare contemporaneamente:
“i droni non passano”,
“i droni passano tutti”,
“Putin è isolato”,
“Putin controlla tutto”,
“la Russia è al collasso”,
“la Russia è una minaccia esistenziale per l’Occidente”.
Una specie di gatto di Schrödinger geopolitico: la Russia è morta e invincibile nello stesso momento.
E c’è ancora qualcuno che compra il biglietto per questo circo. ![]()
Don Chisciotte