
Vorrei dirlo in breve, e senza esagerazioni.
Vogliono andare in guerra.
Chi? mi direte voi.
Loro, quelli che da sempre vogliono che i poveracci vadano a morire in guerra.
Per arricchirsi sui mucchi dei nostri cadaveri.
Qui tra di noi, in Europa, i più solerti sono i Paesi Baltici, Macron, Merz, Starmer, la Polonia e vari altri.
Tutti stanno però cadendo, uno dopo l’altro; ma non doveva cadere Putin?
Ma anche cadendo producono mali, e richiamano come le pesche marcite d’estate tutti i topi da tutte le fogne.
Nella fantasmatica UE abbiamo consegnato la politica estera ad una estone, e l’Estonia ha circa 1,3 milioni di abitanti.
Abbiamo delegato la politica economica ad un lettone, e la Lettonia conta circa 1,8 milioni di abitanti.
E abbiamo consegnato la politica della difesa ad un lituano, e la Lituania conta circa 2,8 milioni di abitanti.
Insomma le tre funzioni principali della UE sono affidate ai tre paesi baltici che insieme non raggiungo 6 milioni di abitanti, mentre la sola Lombardia ne ha oltre 10 milioni.
Vi pare normale? consegnarci nelle mani di tre piccoli paesi furiosamente antirussi, che, anche legittimamente, perseguono interessi antitetici ai nostri, italiani, francesi, portoghesi, spagnoli etc….insomma gli altri 443 milioni di abitanti della UE?
Vogliono portare l’Europa in guerra contro la Russia.
Vorrebbero fare di tutta l’Europa centrale una Ucraina, una terra cioè devastata.
Vogliono uno stato di guerra permanente.
Forse vorrebbero anche un confronto nucleare.
Lo stanno provocando giorno dopo giorno.
Qui e lì in Europa ci sono forze che vorrebbero opporsi, ma sono spesso divise tra di loro, e deboli sia filosoficamente che spiritualmente.
Il punto in cui ci troviamo è arduo.
E molto pericoloso.
In ogni momento la situazione potrebbe precipitare.
Le provocazioni continuano imperterrite, le menzogne del sistema sono incessanti, la follia suicida di queste classi dirigenti è spaventosa, direi incomprensibile.
Sapremo creare un Fronte della pace? sapremo comprendere che ormai questo è il discrimine? che cioè dobbiamo unirci anche se proveniamo da storie molto diverse; ma in questa fase di emergenza non ha più alcun rilievo essere o sentirsi di destra o di sinistra.
Ora si tratta di salvare le nostre vite e quelle dei nostri figli.
Dopo potremo anche tornare a discutere e a confrontarci dialetticamente.
Ora la questione è molto più radicale.
Di sopravvivenza.
E di sopravvivenza della stessa democrazia.
Vogliono la guerra, infatti, anche perché vogliono distruggere ogni residuo di democrazia.
Prima di morire Heidegger, di cui ricordiamo in questi giorni i 50 anni dalla morte, diceva che ormai solo un Dio potrebbe salvarci.
Io credo che ci abbia già salvati.
Preghiamo perciò che ci aiuti a far scorrere i fiumi della sua salvezza dentro questa notte dei cuori.
L’alba del regno infatti già risplende.
Sapremo farla risplendere anche sulle nostre terre devastate?
Sapremo fare fiorire questo deserto?