
Era il 1966, e Frank Zappa entrava nel rock senza chiedere permesso: doppio album d’esordio, satira, rumori, coretti anni Cinquanta depistati, America presa in giro mentre ancora si guardava allo specchio convinta di essere bella e perfettamente pettinata.
Da lì in poi, qualcosa nel panorama musicale non sarebbe stato più lo stesso.
Zappa non è stato soltanto un musicista geniale, colto, provocatorio.
È stato un sabotatore di automatismi.
Uno che ha usato il sarcasmo non per fare il cinico, ma per bucare la superficie delle cose.
E, quando serve, anche la superficie della nostra rispettabilità.
Io Frank Zappa l’ho incontrato al Palasport di Roma.
Entro nel suo camerino per intervistarlo e ho appena il tempo di sorridergli e dirgli ciao.
Wow… mi sembra totalmente diverso da come me lo aspettavo…
Una specie di milordino slanciato, gentile, elegante, presente, e persino attraente.
Sì, persino attraente!
Ma subito dopo quel reciproco sorriso scoppiano rumori pazzeschi: gente che corre nei corridoi del Palasport, voci affannate, confusione.
Il destino, con una creatività molto zappiana, trasforma una possibile empatia in una scena assurda: io pronta con l’intervista, lui disponibile e sorridente, e fuori?
Fuori è il caos: polizia, lacrimogeni, concerto saltato.
Il clima elettrico e malato di quegli anni decide di entrare in scena al posto della musica.
Succedeva anche questo, allora.
E non a caso molti artisti stranieri, per un periodo, smisero quasi di venire a suonare in Italia.
Allora oggi il gioco è questo. Raccontate l’attimo in cui una canzone, un pezzo, un disco vi ha cambiato qualcosa dentro…
Non necessariamente “il più bello”.
Non necessariamente “il più importante”.
Magari quello ascoltato in una stanza qualunque, in un pomeriggio qualunque, mentre però qualcosa si apriva, si incrinava, si accendeva. Titolo, artista, anno se ve lo ricordate.
Cosa vi ha spostato?…non dico necessariamente Zappa, dico il brano che vi ha colpito…
Perché certi dischi non si limitano a piacere.
A volte arrivano, ridono di noi, ci prendono da parte.
E dopo non siamo più belli e pettinati come pensavamo di essere!