
C’è un servizio del Tg5, andato in onda ieri, che meriterebbe un posto negli annali della televisione italiana.
Racconta tre ministri della Repubblica e un presidente del Senato che avanzano su un prato, al rallentatore, tra il fumo sfrigolante degli hamburger e le note di Celebration dei Kool & the Gang. E li descrive così: avanzavano come gli Avengers, una squadra compatta di wrestler.
A Villa Taverna, raccontano nel servizio, “tra i fumi degli hamburger sfrigolanti, in occasione dei 250 anni dell’Independence Day, fa un certo effetto vederli avanzare verso il palco come gli Avengers, una squadra compatta che incede sulle note di celebration della Kool & Gang.
L’ambasciatore americano Tilman Fertitta, il presidente del Senato La Russa, i nostri due vicepremier Tajani e Salvini, il ministro della difesa Crosetto.
Un’entrata all’americana come fosse l’ingresso nell’arena di un team di wrestlers, ma stavolta nessuna lotta, piuttosto l’occasione per confermare un legame inossidabile, quello tra Italia e Stati Uniti”.
Tajani in versione Avenger. Antonio Tajani, l’uomo con la faccia di chi cerca ancora dove ha parcheggiato, che salva il pianeta. Che chiude i portali interdimensionali con lo stesso sguardo perso con cui chiede all’ambasciatrice “oggi com’erano i bombardamenti?”.
E Salvini, al suo fianco, che fende i fumi della piastra a petto in fuori.
Nemmeno l’Istituto Luce. Nemmeno i cinegiornali del Ventennio, con tutta la loro fantasia, avrebbero osato trasformare quattro signori goffi e attempati in una pattuglia di eroi