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IL SANGUE DIMENTICATO CHE HA PREPARATO LE GUERRE DI OGGI
Ci raccontano da decenni che esistono Stati canaglia e Stati portatori di civiltà. Che il terrorismo ha sempre un solo volto. Che la violenza è accettabile solo quando porta la firma dell’Occidente.
Eppure il 3 luglio 1988 una nave da guerra statunitense abbatté deliberatamente – o con una negligenza tanto grave da risultare indistinguibile – un aereo di linea iraniano.
Il volo Iran Air 655 era un normale Airbus A300 partito da Bandar Abbas e diretto a Dubai. Saliva lungo una rotta commerciale, trasmetteva il codice civile previsto e non rappresentava alcuna minaccia.
Furono lanciati due missili.
290 esseri umani vennero cancellati dal cielo.
Tra loro 66 bambini.
Non fu una “bavatura”. Non fu un “incidente” qualsiasi.
Fu una strage.
E ciò che seguì rese tutto ancora più intollerabile.
Nessuna scusa ufficiale. Nessuna ammissione di responsabilità. Solo un risarcimento economico pagato anni dopo “per motivi umanitari”, come se il denaro potesse sostituire la verità.
Poi arrivò persino una decorazione militare a uno degli ufficiali coinvolti.
Immaginate per un solo istante se fosse stata l’Iran ad abbattere un aereo civile americano con 290 persone a bordo.
Per quanti decenni ce lo avrebbero ricordato?
Quanti film sarebbero stati prodotti?
Quante guerre sarebbero state giustificate?
Quante sanzioni?
Quante lezioni di morale?
Invece questa tragedia è stata lentamente sepolta sotto il peso dell’oblio. Perché esistono vittime che fanno notizia e vittime che disturbano la narrazione.
Oggi molti fingono di non capire perché gli iraniani parlino di decenni di aggressioni, umiliazioni e doppi standard.
La storia non comincia nel 2025.
Non comincia con gli ultimi bombardamenti.
Non comincia con gli ultimi titoli dei giornali.
La storia è fatta di ferite che non vengono mai riconosciute, di morti senza giustizia e di una memoria che in Occidente si pretende sempre selettiva.
Chi cancella il passato prepara inevitabilmente le guerre del futuro.
E chi decide quali vittime meritino compassione e quali debbano essere dimenticate, ha già scelto da che parte stare.