
C’è un’immagine quasi grottesca che emerge dalle indagini sull’Ospedale Israelitico di Roma, una di quelle istantanee che scuotono la coscienza collettiva e lasciano un sapore amaro in bocca, un piccolo ospedale da circa 96 posti letto che, sulla carta dei registri farmaceutici, sembrava muovere i volumi di un hub sanitario intercontinentale. Migliaia di dosi di Fentanyl. Non milligrammi terapeutici, ma scorte da narcos.
E allora sorge spontanea una domanda provocatoria, quasi feroce: da quando in qua il SSN si è trasformato in un fornitore all’ingrosso per le piazze dello spaccio?
I numeri non mentono (ma gli uomini sì) 96 posti letto. Matematica alla mano, per giustificare una simile richiesta di oppioidi sintetici, ogni singolo paziente, dal vecchietto in riabilitazione al malato oncologico, avrebbe dovuto fluttuare in uno stato di sedazione perenne, profonda, da terapia intensiva di guerra.
La realtà, purtroppo, è molto più sporca.. la droga dei sogni nel mondo reale, il Fentanyl è cinquanta volte più potente dell’eroina.
Negli Stati Uniti ha generato un’epidemia mortale, una strage silenziosa che devasta intere generazioni. In Italia pensavamo di essere immuni, protetti dalle nostre reti di sicurezza e da una burocrazia rigida.
Il cancro della complicità, quale sistema di controllo ha fallito? O peggio, è stato scientificamente aggirato dall’interno. Chi doveva curare, chi aveva giurato di proteggere la vita, ha voltato le spalle al proprio dovere per guardare al portafoglio. C’è qualcosa di profondamente sadico nel firmare ricette e falsificare registri sapendo perfettamente che quelle scatole non avrebbero lenito il dolore di un malato terminale, ma avrebbero alimentato il mercato della dipendenza e della morte per strada.
Una riflessione è necessaria;
questo scandalo non è solo una cronaca giudiziaria di furti e ricettazione. È il fallimento etico di una parte del nostro sistema. Quando la brama di profitto penetra nelle corsie di un ospedale al punto da trasformarlo in una “base logistica” per lo spaccio su larga scala, significa che abbiamo perso la bussola.
La vera provocazione è questa: se un piccolo ospedale è riuscito a far sparire un simile quantitativo di “droga degli zombie” prima che scattassero i veri allarmi, quanti altri buchi neri esistono nel nostro sistema sanitario? Quante altre scorte viaggiano indisturbate dai magazzini della sanità pubblica ai vicoli delle nostre città?
Non basta indignarsi per gli arresti. Bisogna pretendere di sapere come sia stato possibile che il silenzio e la complicità abbiano coperto un traffico di queste proporzioni. Perché il Fentanyl uccide, ma l’indifferenza e la corruzione di chi indossa un camice bianco uccidono due volte.
IN PALESTINA O A ROMA ISRAELE È SEMPRE IN POLE POSITION NEL TRAFFICO DI
MORTE…