
In questi giorni mi sono riletto tutta l’Odissea, per rinfrescarmi la memoria in previsione dall’uscita del film di Nolan basato su di essa. Voglio avere bene impressi nella mente i dettagli del testo originale, perché l’elaborazione cinematografica ha il potere di imprimersi fortemente nella memoria molto più che il testo scritto, e non vorrei che la mia conoscenza del testo sia riscritta dall’esperienza di fronte al grande schermo.
I difensori delle licenze creative in ambito cinematografico citano sempre il fatto che i film sono opere d’arte e non documentari, ma il problema è che, quando si va a controllare, la maggior parte della gente deriva le proprie conoscenze su innumerevoli aspetti della storia e della letteratura dai film che ha visto. Quando racconti come stanno le cose, la risposta è un “Ah, ma io pensavo che…” seguito da qualcosa che hanno visto al cinema o in TV. Non solo: a volte se ne innamora talmente tanto, che pretende di contraddire gli studiosi che spiegano come certi aspetti del film siano fantasiosi e storicamente sbagliati. Ecco, voglio proteggermi da questo.
Non sto seguendo le polemiche feroci su certe scelte già emerse nei trailer nelle interviste, ma ci tengo a dire che, anche se Dian Kruger in “Troy” incarnava forse maggiormente l’ideale nostro di “donna più bella del mondo”, siccome Omero non descrive mai Elena come bionda, ma ne decanta solo la forma ovale del viso e la morbidezza delle guance, per me la Elena archetipica avrà sempre le fattezze di Ειρήνη Παπά (Irìni Papà, chiamata in Italia “Irene Papas”), che interpretò Elena nel film “Le troiane” del regista Michael Cacoyannis nel 1971, e che fu anche una stupefacente Penelope nella mini-serie televisiva italiana “Odissea” del 1968 diretta da Franco Rossi.
Un’autentica bellezza greca della quale, nel film di Nolan, non vedremo nemmeno l’ombra. E stranamente, va aggiunto, in un’epoca in cui guai a chi mette le mani sulle culture altrui senza rendere tributo al popolo che le ha ereditate assicurandosi che sia largamente rappresentato nel casting. La cosa ha adirato non poco i greci, che gli hanno rivolto una lettera aperta proprio per lamentare la totale assenza di attori greci. Ne condivido il link nei commenti, per chi fosse interessato