
Prima serata su Rai Movie: QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA CANI
di Sidney Lumet (1975)
La vicenda di tre piccoli criminali che tentano una rapina in una banca dì Brooklyn, ma ben presto rimangono solo in due e le cose si complicano enormemente.
“Siamo reduci dal Vietnam e per noi ammazzare non vuole dire niente. Hai capito?”
(Sonny nel film).
Non é solo una rapina non é neanche solamente la storia di Sonny e Sal. É molto di più.
É un pretesto, un modo di dar voce al disagio esistenziale di una generazione devastata dal conflitto in Vietnam che si ritrova adulta e spaventosamente disorientata e povera.
Una generazione che non crede più nei proclami politici e nei mass media e vuole urlare il suo malessere chiedendo ciò che gli spetta di diritto: una fetta di benessere, uno scopo, un futuro.
E allora Sonny diventa un personaggio simbolo, al centro della scena con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, così vero e passionale, improvvisamente protagonista e pronto a rivendicare la sua sopravvivenza ad ogni costo.
Sidney Lumet prende spunto da un fatto di cronaca e realizza un film che si inserisce meritatamente nella lista dei grandi classici.
Un film iconico, famosissimo, entrato a far parte dell’immaginario collettivo e che si aggiudica un Oscar per la miglior sceneggiatura originale nel 1976.
Al Pacino é tanto bravo quanto bello da vedere. Un attore di un talento mostruoso che qui ci regala una delle sue interpretazioni migliori e presenta il personaggio di Sonny con tantissime sfumature , rendendolo straordinariamente umano.
Al suo fianco il mai troppo compianto John Cazale: i suoi occhi neri e tristi, percorsi da un luccichio costante che vale più di mille parole e i suoi lunghi silenzi interrotti da scatti improvvisi e nervosi.
Un altro attore straordinario che ci ha lasciati troppo presto.