
Doveva essere la notte del sogno, e si è trasformata in un caso politico. Ad Atlanta, negli ottavi dei Mondiali 2026, l’Egitto conduce 2-0 sull’Argentina campione del mondo. Poi il crollo: l’Albiceleste ribalta tutto e vince 3-2, al termine di una partita tesissima e piena di episodi contestati. Per gli egiziani è un’eliminazione bruciante.
Ma la scena che sta facendo il giro del mondo non è un gol. Al fischio finale, dalle tribune un tifoso argentino sventola una bandiera di Israele in direzione della panchina egiziana. Un gesto provocatorio, mirato. Il commissario tecnico Hossam Hassan la nota e perde la calma: prima urla verso lo spalto di abbassare quella bandiera, poi mima uno sputo. Infine se la prende con un fotografo a bordo campo, reo di avergli puntato l’obiettivo troppo vicino al viso. Solo l’intervento della sicurezza riporta la calma.
Per capire la miccia bisogna tornare al turno precedente. Dopo la vittoria sull’Australia, Hassan aveva attraversato il campo sventolando una bandiera palestinese, dedicando il successo “al popolo egiziano e a quello palestinese”. E in conferenza stampa aveva pronunciato una frase che aveva fatto discutere in tutto il mondo, tra gli applausi dei giornalisti presenti: “Se una persona, in qualsiasi parte del mondo, non prova compassione per il popolo palestinese, allora ha perso parte della sua umanità”.
Quelle parole, evidentemente, non erano piaciute a tutti. E allo stadio qualcuno ha deciso di rispondergli con una bandiera. Il resto è nei video che in queste ore stanno riaccendendo la polemica.