
Al peggio non c’è mai fine? Negli ultimi giorni il film sull’Odissea di Nolan è finito nell’occhio del ciclone. In molti si domandano: ma che senso ha rappresentare Elena nera? E non è finita qui. Perché a quanto pare Omero e Star Wars, udite udite, sono la stessa cosa. O meglio: va bene stravolgere Omero, dice il regista Christopher Nolan, tanto «le persone che cercano accuratezza storica in Omero sono le stesse che la cercano in Star Wars». Si, perché l’Iliade e l’Odissea, i due più grandi poemi di tutto l’Occidente che ci hanno mostrato cosa sono la bellezza, l’amore, il DESTINO, l’onore, sono la stessa cosa di Star Wars.
Ecco, a me Nolan piace. Io sono una grande fan di tutti i suoi film, ma stavolta ha detto una cavolata e l’ha detta bella grossa! Perché vedete, qui il problema non è l’ignoranza e neanche la superficialità. Ma la volontà di deformare, decontestualizzare, modificare a proprio piacimento un’opera immensa solo per piegarla alle esigenze del politicamente corretto. E no, non è libertà artistica. È CONFORMISMO. E non so voi, ma io non ne posso più di quest’idea che il passato debba essere continuamente riscritto per non urtare la sensibilità del presente.
Perché una cosa è reinterpretare un classico. Un’altra è piegarlo al revisionismo storico del momento. Ma l’arte, la buona arte, serve proprio a questo. A smascherare le ideologie. Non a confermarle. Nasce per metterci davanti a un mondo diverso dal nostro, con la sua morale, le sue contraddizioni, le sue grandezze e i suoi orrori. Ed è proprio questo il punto.
Quando prendiamo un’opera del passato e la riscriviamo, non la stiamo rendendo più libera. La stiamo rendendo addomesticata. Le stiamo togliendo tutto ciò che la rende davvero unico e irripetibile. Perché un’opera immortale non ha bisogno di essere aggiornata. Ha bisogno di essere compresa. E amata. E RISPETTATA. Tutto qui.