
Siamo arrivati allo squadrismo fai da te.
Filmato, montato e pubblicato con orgoglio dall’aggressore stesso, convinto di meritare applausi.
Siamo arrivati al punto in cui un militante di Futuro Nazionale getta a terra un uomo, lo prende a pugni in faccia, lo scaraventa sul marciapiede. E lo rivendica sui social come un servizio reso alla città.
È successo a San Benedetto del Tronto.
L’autore si chiama Giuseppe Barboni, imprenditore iscritto al partito di Roberto Vannacci e ospite frequente di quella cloaca che è La Zanzara. La vittima è un uomo iracheno che intralciava il traffico, fermo sulle strisce pedonali, in evidente stato di alterazione psicologica.
Nel video si vede tutto: Barboni scaraventa via una bicicletta, affronta l’uomo, la discussione degenera e quando quello alza la voce, visibilmente fuori di sé, Barboni gli si getta addosso, lo atterra, lo colpisce al volto più e più volte, lo solleva e lo lancia contro un palo sul bordo della strada.
Poi carica il filmato sui suoi canali social, con tanto di accuse alla vittima: “Questo iracheno sono mesi che tormenta la città”.
E sotto, nei commenti, c’è chi applaude: “Lo aveva avvisato con le buone”.
Con le buone.
Come se un avvertimento “con le buone” trasformasse i pugni in faccia a un uomo in evidente difficoltà psichica in un atto di civismo.
Allora ripassiamo insieme una nozione di base: esistono le forze dell’ordine. Esiste il 112. Esistono agenti addestrati a gestire una persona alterata che blocca il traffico. Si chiama Stato di diritto: chi crea un problema viene segnalato, identificato e, se serve, sanzionato. Da chi ne ha l’autorità.
Perché se passasse il principio che i militanti di Futuro Nazionale possono “punire” a pugni i comportamenti devianti, allora dovremmo porci qualche domanda.
Cosa dovremmo fare con Emanuele Pozzolo, deputato di Futuro Nazionale, condannato in primo grado per porto abusivo di armi dopo che al veglione di Capodanno dalla sua pistola partì un colpo che ferì un uomo? Lo stesso Pozzolo denunciato un mese fa per guida in stato di ebbrezza, finito fuori strada col SUV con un tasso alcolemico doppio rispetto al limite?
Cosa dovremmo fare con Gianni Alemanno, condannato in via definitiva per traffico di influenze, uscito da Rebibbia il 24 giugno e festeggiato la sera stessa a cena da Vannacci e dai suoi parlamentari, Pozzolo compreso?
Guidare ubriachi mette in pericolo vite umane. Sparare a una festa ha già ferito un uomo. Eppure a nessuna persona civile verrebbe in mente di aspettarli per strada e prenderli a pugni. Perché ci sono i tribunali, le leggi, le forze dell’ordine.
Valgono per tutti: per l’iracheno che blocca il traffico e per il deputato che sbanda col SUV.
Loro invece credono nel pugno in faccia. Ma solo se sei straniero e con evidenti problemi psicologici.
Se sei un deputato ubriaco al volante o un ex sindaco condannato, ti premiano.
Che immane vergogna.