
Ci siamo mai chiesti perché la nostra società sia così frenetica e distruttiva?
L’immenso filosofo Emanuele Severino diceva una cosa molto forte: l’Occidente è colpito da una vera e propria “follia”. Quale? Quella di credere che le cose (e le persone) vengano dal nulla e finiscano nel nulla.
Ma lasciamo da parte i paroloni accademici. Se guardiamo la realtà di oggi con i nostri occhi, cosa significa concretamente questa “follia”?
Significa tre cose che viviamo ogni giorno:
La cultura dell’«usa e getta»: Se siamo convinti che una cosa sia temporanea e destinata a svanire nel nulla, ci sentiamo autorizzati a sprecarla. Questo vale per gli oggetti, per le risorse del pianeta, ma purtroppo anche per i legami tra le persone. Tutto diventa consumabile e sostituibile.
L’illusione di essere dei superuomini: Visto che pensiamo che le cose non abbiano un valore eterno, ci convinciamo che l’uomo, grazie alla tecnologia, possa fare quello che vuole. Modifichiamo, manipoliamo e distruggiamo la natura senza porci nessun limite, pensando di essere i padroni assoluti del mondo.
L’ansia e lo stress continuo: Se crediamo che dopo la vita ci sia solo il vuoto assoluto, il tempo diventa il nostro peggior nemico. Viviamo con la costante ansia di dover fare tutto subito, accumulando esperienze e beni materiali prima che “si chiuda il sipario”.
Forse Severino usava toni esagerati, ma ha fotografato la nostra realtà. Finché penseremo che il mondo e la vita siano solo cose di passaggio da sfruttare, non impareremo mai a rispettarli davvero.
Severino affronta questi temi in alcuni dei suoi libri più importanti:
”Essenza del nichilismo”: Il testo fondamentale in cui analizza la radice di questa nostra idea del nulla.
”Il destino della tecnica”: Dove spiega come la tecnologia sia diventata la forza che domina il mondo proprio a causa di questo vuoto di valori.
”L’identità della follia” (o anche “Gli abitatori del tempo”): I libri in cui smonta pezzo per pezzo la struttura culturale dell’Occidente, definendola esplicitamente una follia.