
Moltissimi hanno i capelli lunghi e i vestiti stracciati; ci sono baleromani, molti punk e altrettanti giovani inguainati in pantaloni di pelle nera, braccialetti con borchie dorate, anelli ai lobi, distintivi e spilloni. Ci sono studenti dall’aria timida, hippy, creativi; ci sono i sopravvissuti dell’epoca dei grandi concerti rock degli anni settanta, che ora hanno trent’anni e se ne stanno dignitosamente seduti a chiacchierare: si vede che la sanno lunga. Ci sono ragazzine vestite di pezze colorate, altre svestite, altre in tute aderentissime, altre con i sottanoni, ci sono ragazzi con i jeans a tubo, altri in jeans stinti, altri in denim di classe; ci sono quelli un po’ mod con giacchettina nera, camicia dal colletto arrotondato, cravattino a stilo e occhiali da sole; ci sono quelli con i capelli lunghissimi e sporchi e pizzetto cristologico che camminano mezzo nudi, ciondolano di qua e di là; ci sono quelli con la testa rapata, quelli riccioloni, quelli con i capelli crespi e arruffati come i rasta, quelli con le sottilissime treccine afro adorne di pendagli e anellini colorati”. Fu una bella giornata di musica e fumogeni.
3 Aprile 1980. I Police suonano a Reggio Emilia e Pier Vittorio Tondelli descrive così il pubblico presente al concerto