
Ho sempre avuto questa impressione su #KimRossiStuart: ci sono artisti molto amati, altri molto popolari. E poi ci sono quelli che sembrano suscitare qualcosa di diverso: una stima profonda, quasi “reverenziale”. È la sensazione che provo ogni volta che leggo le parole dei suoi colleghi, le recensioni o i commenti di chi lo segue da anni. Pur essendo una persona molto riservata e lontana dall’esposizione continua, Kim Rossi Stuart viene descritto con un rispetto che raramente ho visto riservare ad altri. Come attore, certo, ma anche come regista. Non dico che esista un consenso assoluto, ma è difficile non notare quanto spesso ricorrano parole come “grande”, “straordinario”, “rigoroso”, “autentico”. È come se il suo talento fosse riconosciuto quasi all’unanimità, al di là dei gusti personali. Forse è proprio questo il segno dei grandi artisti: non hanno bisogno di imporsi. È il loro lavoro a parlare per loro.