
È curioso pensare che Bob Geldof rischiò di dire “no” a quello che sarebbe diventato il ruolo più importante della sua carriera cinematografica.
Quando Alan Parker e Roger Waters gli proposero di interpretare Pink in Pink Floyd: The Wall (1982), il cantante irlandese non era un grande appassionato dei Pink Floyd. Anzi, ha ammesso più volte che inizialmente non era affatto convinto di accettare il progetto.
Alla fine cambiò idea. E fu una scelta destinata a segnare la sua vita.
Nei panni di Pink, Geldof diede vita a un artista tormentato, schiacciato dalla solitudine, dai traumi e dalla propria mente. Una performance intensa che, ancora oggi, viene considerata una delle più iconiche nella storia del cinema musicale.
Roger Waters, del resto, non cercava semplicemente un musicista famoso. Voleva qualcuno capace di trasmettere tutta la fragilità e il tormento del protagonista, e Bob Geldof riuscì a farlo in modo straordinario.
A distanza di oltre quarant’anni, Pink Floyd: The Wall continua a essere un’opera unica, e il volto di Bob Geldof resta indissolubilmente legato a quello di Pink.