
Domenica 8 giugno ho passato sei ore incollato al televisore, per seguire la finale di tennis del torneo di Parigi. È stata una partita entusiasmante, che ha visto i due contendenti ritrovarsi esattamente a pari punti dopo 6 ore di gioco teso e combattuto. C’è voluto un super tie-break per decidere il vincitore. Ma oltre alla inevitabile altalena di emozioni, questa partita ci ha regalato due piccoli episodi, apparentemente insignificanti, che meritano di essere segnalati.
Nel secondo set, sul punteggio di parità, Sinner ha servito una palla che l’arbitro ha giudicato fuori, attribuendo il punto ad Alcaraz. Ma Alcaraz è intervenuto, per dire all’arbitro che la palla era buona, e che il punto andava invece al suo avversario.
Dopo due set, sempre in situazione di parità, è avvenuto l’opposto. Alcaraz ha colpito una palla che l’arbitro ha giudicato fuori, assegnando il punto a Sinner. Ma Sinner è intervenuto, dicendo all’arbitro che la palla era buona, e che il punto andava invece ad Alcaraz.
Nessuno dei due ovviamente era tenuto a correggere il giudizio dell’arbitro. Gli sarebbe bastato stare zitti, e ciascuno di loro avrebbe beneficiato dell’errore a proprio vantaggio. Anzi, quando c’è un punto conteso, nel tennis, è quasi automatico vedere chi l’ha tirato sostenere con la massima convinzione che fosse dentro, e chi lo ha ricevuto sostenere che era fuori. Per questi due giocatori invece, l’idea di portarsi a casa un punto non meritato era talmente fastidiosa che hanno preferito perdere il punto a favore dell’avversario, piuttosto che rubarlo.
Sono piccoli dettagli, come dicevo. In una partita di 6 ore due punti non fanno una gran differenza. Ma è la lezione che ci hanno dato questi due giocatori ad avermi colpito: in un’epoca in cui ormai tutti mentono sistematicamente, in cui la bugia è diventata lo standard per qualunque personaggio pubblico – in un’epoca in cui, addirittura, coloro che ingannano vengono glorificati perché la “furbizia” è diventata un valore – trovare un piccolo gesto di onestà come questo è stato quasi un fatto rivoluzionario.
Quel gesto mi ha ricordato che certi valori esistono ancora, e che sono ovviamente molto più importanti di qualunque punto, vittoria o trofeo che si possano portare a casa in situazioni analoghe.
Massimo Mazzucco