
Tutti gli italiani sono con Roggero, davvero? Vengo da una famiglia di piccole commercianti. Mia nonna aveva un’edicola di giornali e mia mamma un bar all’estrema periferia di Roma, in un quartiere difficile. Negli anni di attività, hanno subito decine di rapine a mano armata: coltelli puntati alla gola, rivoltelle puntate alla testa. I rapinatori arrivavano al bar e si portavano via l’incasso della giornata (18 ore di lavoro). Eppure, nessuna delle donne della mia famiglia ha mai pensato di farsi giustizia da sola. Hanno chiamato la polizia, non sono diventate la polizia — come, del resto, fanno centinaia di commercianti rapinati ogni anno. Nessuno però parla di loro, nessuno pensa di candidarli al Parlamento, nessuno li va a trovare. I giornali non sprecano inchiostro per raccontare le loro storie. Invece il gioielliere che diventa pistolero, e insegue i rapinatori in strada per vendicarsi, diventa un eroe nazionale. Matteo Salvini dice che bisogna trovarsi nella sua stessa situazione per capire ciò che ha provato, ciò che lo ha spinto a sparare quando i malviventi erano in fuga e il pericolo era cessato. Ecco, le donne della mia famiglia si sono trovate nella stessa situazione decine di volte. Eppure, hanno seguito la legge e chiamato le forze dell’ordine. Quando un governo di Destra è in difficoltà (che sia quello di Meloni o quello di Trump) torna al cavallo di battaglia della campagna elettorale: la sicurezza. Evidentemente, però, non quella di chi rispetta la legge.