
Non poteva che finire così. Spagna campione del mondo a casa del pedofilo sionista. Che ha dovuto consegnargli anche la coppa.
La Spagna, che ha mandato a fanculo Trump diverse volte: sulle spese militari, sulle basi militari per attaccare l’Iran, sulla questione palestinese.
Lo stesso Trump che ha minacciato un giorno sì e l’altro pure Spagna e spagnoli. Non poteva non finire così.
Con quel ragazzino, Lamine Yamal, bistrattato, insultato e deriso solo perché qualche mese fa ha festeggiato sventolando la bandiera palestinese, campione del mondo laddove comandano i sionisti.
Dicono che è solo un gioco. Può darsi. Tra l’altro io non ne sono un accanito tifoso o spettatore. Ma proprio da non appassionato, da non accanito, stasera, dico che no, non è solo un gioco. Delle volte è molto di più. È storia. Messi la solita me*da