
La trilogia più amata del fantasy rischiò di finire in un solo film. E il tempo per salvarla fu quasi ridicolo.
All’inizio, il progetto di Peter Jackson era nelle mani di Miramax, la società legata ai Weinstein. Jackson aveva in mente un adattamento molto più ampio: prima almeno due film, poi la possibilità di raccontare tutta la storia in una trilogia.
Harvey Weinstein, invece, spingeva nella direzione opposta. Voleva comprimere Il Signore degli Anelli in un unico film, una scelta che avrebbe significato tagliare una quantità enorme di personaggi, viaggi, battaglie e momenti fondamentali.
Non era solo una questione di durata. Il rischio era perdere proprio il respiro della storia: quella sensazione di mondo enorme, dove ogni luogo sembra avere una leggenda alle spalle e ogni personaggio porta con sé un pezzo di passato.
Secondo i racconti riportati da Elijah Wood sul dietro le quinte, Jackson si sentì persino minacciare di essere sostituito. Tra i nomi menzionati c’erano John Madden e Quentin Tarantino: due registi completamente diversi, che avrebbero potuto trasformare il progetto in qualcosa di lontanissimo dalla visione originale.
A quel punto Jackson chiese di poter cercare un altro studio. La risposta fu una finestra strettissima: non una settimana piena, come spesso viene raccontato nelle sintesi italiane, ma più probabilmente un solo fine settimana, o comunque pochissimi giorni.
In quel tempo doveva trovare qualcuno disposto a scommettere su un progetto gigantesco e rischioso. Quel qualcuno fu New Line Cinema, che non si limitò a salvare l’idea: accettò di sostenere una trilogia girata in blocco.
All’epoca sembrava una follia. Girare tre film insieme significava investire enormi risorse senza sapere se il pubblico avrebbe davvero seguito una storia così lunga, divisa in più capitoli e ambientata in un universo pieno di nomi difficili, lingue inventate e creature mai viste in quel modo.
La scommessa, però, cambiò il cinema fantasy moderno. E c’è anche una vendetta nascosta dietro le quinte: Elijah Wood ha confermato che uno dei mascheroni degli orchi fu modellato sul volto di Weinstein, come una specie di “fuck you” visivo al produttore.
Insomma, il dettaglio dei tempi va corretto: Jackson non ebbe con certezza una settimana intera. Ma il cuore della storia resta vero. La trilogia che conosciamo nacque anche da una porta quasi chiusa e da un fine settimana in cui tutto poteva finire prima ancora di cominciare.