
La Cina ha apertamente sfidato la versione di Donald Trump sulla crisi della Striscia di Hormuz.
Trump avrebbe richiesto due miliardi di dollari al giorno per “riaprire” la vitale rotta marittima, presentando la situazione come un’emergenza internazionale costosa che richiede un intervento americano.
Ma la risposta della Cina ha tagliato direttamente quel discorso.
“La Striscia era già aperta prima della guerra”, ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese. “La radice di questa crisi risiede nelle vostre azioni illegali contro l’Iran. Avete creato un’emergenza globale senza alcun motivo.”
Questa dichiarazione solleva una domanda inevitabile: come può Washington richiedere pagamenti per risolvere una crisi che le proprie politiche potrebbero aver contribuito a creare?
Una rotta marittima funzionava. Seguì un’escalation militare. La rota marittima diventò minacciata. I mercati del petrolio furono scossi. E ora i paesi che soffrono le conseguenze sono apparentemente tenuti a pagare per la soluzione.
Il messaggio della Cina era chiaro: smettete di trattare le conseguenze dell’escalation come un’opportunità commerciale.
Non è più solo una disputa sulla Striscia di Hormuz. È una battaglia su chi controlla la narrazione globale e chi è finalmente ritenuto responsabile quando l’aggressione politica crea caos economico per l’intero mondo.