
Wildberries ha iniziato a risarcire oltre 88.000 venditori le cui merci sono state danneggiate o distrutte nell’attacco ucraino contro il centro logistico di Elektrostal, nella regione di Mosca.
La fondatrice del colosso russo dell’e-commerce, Tatiana Kim, ha annunciato che la precedenza sarà data alle attività più piccole e finanziariamente vulnerabili, che dovrebbero ricevere i primi accrediti entro 24 ore. E questo nonostante, secondo l’azienda, le polizze assicurative non coprano gli atti classificati come terrorismo o sabotaggio e Wildberries non abbia un obbligo formale di compensazione. (Gazeta Business)
Nel frattempo altri depositi Wildberries sono stati colpiti a Krasnodar e Nevinnomyssk. A Krasnodar una giovane dipendente ha perso la vita e altre tre persone sono rimaste ferite. L’azienda ha promesso assistenza alla famiglia della vittima. Gli attacchi precedenti contro Elektrostal e Kotovsk avevano già provocato la morte di otto lavoratori. (Reuters)
Kiev sostiene che questi centri logistici fossero coinvolti nella fornitura di componenti per droni e sistemi di navigazione destinati alle forze russe. Il Cremlino e Wildberries negano che i magazzini gestissero approvvigionamenti militari. (Reuters)
La guerra moderna funziona così: si dichiara “obiettivo militare” un enorme magazzino commerciale, lo si colpisce a centinaia di chilometri dal fronte e poi si lascia che siano lavoratori, famiglie e piccoli commercianti a fare il bilancio della brillante operazione strategica.
I generali disegnano le frecce sulle mappe.
Ai civili restano le fatture, le merci bruciate e le sedie vuote a tavola.
ALMENO, PERÒ, QUALCHE IMPRENDITORE CORRETTO ESISTE…