
Le forze Houthi di Sana’a hanno annunciato di aver colpito nel Mar Rosso due petroliere saudite, Encelia e Layla, impiegando missili balistici, missili da crociera e droni.
Riad ha confermato l’attacco contro la Encelia: un incendio è divampato nella parte anteriore della nave, ma l’equipaggio è rimasto illeso. L’UKMTO ha registrato nello stesso tratto di mare una petroliera raggiunta da un proiettile e costretta a fronteggiare un incendio a bordo. L’attacco contro la Layla, invece, resta per ora una rivendicazione degli Houthi non verificata indipendentemente.
Sana’a sostiene inoltre di aver obbligato una decina di navi a ritirarsi. Il numero non è confermato, ma i tracciamenti marittimi mostrano che diverse petroliere hanno già cambiato rotta dopo l’annuncio del blocco contro i porti sauditi. Cinque hanno modificato la navigazione nel Mar Rosso e altre unità hanno preferito fermarsi o dirigersi verso Suez.
Ed è qui che la faccenda smette di essere soltanto militare e diventa un gigantesco problema energetico.
Con lo Stretto di Hormuz sotto pressione, l’Arabia Saudita contava sul porto occidentale di Yanbu e sul Mar Rosso come uscita alternativa per il proprio petrolio. Ma se anche il passaggio di Bab el-Mandeb diventa insicuro, la via di fuga rischia di trasformarsi in una trappola.
Per raggiungere l’Asia evitando la costa yemenita, le petroliere dovrebbero risalire verso Suez e circumnavigare l’Africa: circa 10.000 miglia nautiche e 34 giorni di viaggio aggiuntivi, con oltre 5 milioni di dollari di maggiori costi di trasporto, ai quali si aggiunge circa un milione per il transito nel Canale di Suez.
Prima Hormuz, ora Bab el-Mandeb. Due colli di bottiglia energetici che cominciano a stringersi contemporaneamente.
La guerra doveva essere rapida, controllabile e chirurgica. Poi, come spesso accade, è arrivata la geografia. E la geografia non partecipa alle conferenze stampa.
Ma non preoccupatevi: gli stessi strateghi che hanno acceso il Medio Oriente ci spiegheranno presto che l’aumento del petrolio, dei trasporti e delle bollette è un altro inevitabile investimento nella nostra sicurezza.