
Come un pescatore vero annienta un capitano del nulla. Ovvero come asfaltare la propaganda di Salvini con i fatti e trasformare il suo show a Lampedusa in una farsa di cattivo gusto.
La storia è questa. Arriva Salvini nell’Isola e recita il solito copione. Le parole le conosciamo già: invasione, campo profughi d’Europa, lazzaretto, porti chiusi e via dicendo. Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, non si scompone. Niente dirette Facebook. Comincia a raccontare i fatti.
Prima osservazione del sindaco: “Salvini è venuto ieri qui a dire che quando tornerà al governo i porti di Lampedusa saranno di nuovo chiusi ai migranti. Una bugia, perché la Lega al Governo c’è stata già e i porti sull’isola sono rimasti sempre aperti”.
Seconda osservazione: “Quando Salvini era ministro gli sbarchi a Lampedusa sono sempre proseguiti, basterebbe leggere i report del ministero degli Interni per verificare quello che sto affermando”.
Terza osservazione: “Se Salvini fosse venuto a Lampedusa in quel periodo, quando da sindaco ho più volte chiesto una interlocuzione istituzionale con il Ministero che allora guidava, senza mai avere risposta, avrebbe visto con i suoi occhi le imbarcazioni dei migranti entrare in porto”.
Quarta osservazione: “Forse allora non è venuto a Lampedusa proprio per questo motivo, per non dovere ammettere la realtà e continuare a negare l’evidenza. È venuto adesso per pura propaganda politica, comportandosi come un pericoloso ‘giullare di piazza’ che fomenta odio e rabbia”.
Il re è nudo e Salvini perde le staffe e passa alle offese. Replica al sindaco così: “Se il sindaco di Lampedusa ama i turisti che siamo costretti a pagare e non i turisti che pagano, è un poveretto“.
Martello, nomen omen, ancora una volta non si scompone e gli sferra il colpo definitivo. “Mi definisce un ‘poveretto’, ebbene sì, forse lo sono: mio padre era pescatore, mi ha insegnato ad andare per mare quando ero ancora un ragazzino. Non frequento lidi balneari alla moda in giro per l’Italia, non mi sono arricchito con la politica e vivo ogni giorno insieme ai miei concittadini, nella mia Lampedusa. Sono un pescatore, e sono orgoglioso di esserlo. Lui invece si fa chiamare ‘capitano’, ma capitano di cosa?”.