
COME FACEVANO A POSIZIONARE GLI OBELISCHI?
NESSUN MISTERO, vediamo in modo do semplificato
Gli antichi Egizi erigevano gli obelischi estraendo enormi monoliti in granito rosso dalle cave di Assuan e trasportandoli fino ai templi via Nilo.
Per metterli in verticale, sfruttavano il principio della leva: tiravano la cima dell’obelisco tramite robuste funi e lo facevano scivolare all’interno di una buca di contenimento.
Il processo di posizionamento e innalzamento avveniva attraverso una precisa sequenza:
1) Il trasporto:
Il blocco di pietra veniva spostato su slitte di legno trainate da centinaia di uomini, sfruttando il fango bagnato del fiume per ridurre l’attrito.
2) Lo scavo e la rampa:
Una volta giunti a destinazione, l’obelisco veniva fatto scivolare su una rampa di terra e sabbia. La base veniva posizionata a ridosso del piedistallo, con l’asse inclinato di circa 10 gradi, e bloccata tramite un sistema di travi e contrafforti per evitare scivolamenti accidentali.
3) Il sollevamento:
Gli operai costruivano una struttura a gradoni (simile a una piramide a gradini) attorno e sotto al blocco. Con l’aiuto di enormi leve di legno, sollevavano la punta dell’obelisco, riempiendo lo spazio sottostante con mattoni di fango e terra per creare una base sempre più alta, fino a quando il colosso di pietra raggiungeva la posizione verticale.
4) La rimozione dei materiali:
Completata l’erezione, la rampa di terra e la struttura di mattoni venivano rimosse progressivamente, lasciando l’obelisco libero sul suo piedistallo.
Fonte: * National Geographic