
Licio Gelli finanziò la Strage fascista di Bologna, ne fu uno dei mandanti e pagò tra gli altri Mario Tedeschi (senatore del Msi fino al 1979) affinché depistasse le indagini.
Ad appena due mesi dalla carneficina, espose le sue idee nel più pubblico dei modi: un’intervista con Maurizio Costanzo apparsa domenica 5 ottobre 1980 nella terza pagina del principale quotidiano italiano, il “Corriere della Sera”. In quell’intervista Licio Gelli disse alcune cose molto precise: che in Italia servivano una “completa” revisione della Costituzione e l’instaurazione di una Repubblica presidenziale; che per colpa di Pertini il Paese rischiava di cadere nel baratro; che l’Italia doveva abbandonare la Cee; che i sindacati e lo Statuto dei Lavoratori erano un’intollerabile palla al piede; che era necessaria la pena di morte. Tutto chiaro? Direi di sì