
Quando tutti gli immigrati se ne saranno andati
e finalmente vi sarete ripresi il vostro Paese,
con chi ve la prenderete
quando il padrone di casa continuerà ad alzarvi l’affitto
fino a mettervi alla porta?
Quando i barconi avranno smesso di arrivare a Lampedusa
e finalmente vi sarete ripresi il vostro Paese,
con chi ve la prenderete
quando il vostro stipendio continuerà a finire
prima ancora della fine del mese?
Quando ogni moschea sarà ridotta in macerie
e avrete imposto il crocifisso in ogni abitazione,
con chi ve la prenderete
quando per via di una sanità al collasso,
vostra madre morirà in una sala d’attesa?
Quando ogni lavoratore straniero sarà sparito
dai cantieri e dalle case,
con chi ve la prenderete
quando i vostri Comuni chiuderanno l’ennesimo asilo nido?
Quando i giornali smetteranno di urlare ogni giorno
contro gli immigrati,
con chi ve la prenderete
quando vostro figlio lavorerà cinquanta ore alla settimana
e dovrà ancora vivere con voi,
con la laurea appesa al muro?
Chissà se allora riuscirete a vederla, la verità:
vi hanno dato i vostri vicini come nemici
per impedirvi di alzare lo sguardo.
Hanno trasformato la vostra paura in rabbia
e, ogni volta che la vostra vita diventava più dura,
vi consegnavano qualcun altro da odiare:
il musulmano,
il migrante,
il ragazzo trans,
il povero che vive di sussidi.
Qualunque bersaglio andava bene,
purché la vostra rabbia guardasse altrove,
lontano dai bastardi che con quella rabbia ci guadagnano denaro e consensi.
Così, quando tutti gli immigrati se ne saranno andati
e il vostro affitto continuerà a salire,
le bollette continueranno a tormentarvi,
le strade continueranno a cadere a pezzi
e le vostre dispense resteranno vuote,
forse allora capirete
che quelli che hanno distrutto questo nostro stupendo Paese
erano tutti italiani.
E sono nati qui.