
La recente intervista di Elly Shlein al Foglio ha di fatto azzerato la politica italiana per i prossimi cinque anni: la linea europea meloniana odierna è la linea europea del centrosinistra che uscisse vincitore dalle prossime elezioni, in tutto corrispondente ai dettami del partito del presidente di cui il PD è interfaccia.
Anzi, l’esercito europeo rappresenterebbe un’accelerazione federale inquietantissima, volta al superamento dell’unanimità del consiglio europeo, che ci condannerebbe ancor di più alla minoranza, all’obbedienza e all’irrilevanza: basta fare il conto di ciò che rimarrebbe una volta sottratti baltici, esteuropei, e filotedeschi, anche al netto di una Francia non macroniana.
Per nostra fortuna non succederà, ma intanto si sappia che chiunque voglia votare contro i fascisti manderà le cose in questa direzione.
Come dice il poeta, “la disperazione impone dei doveri e l’infelicità può essere preziosa”. La realtà è meglio guardarla in faccia.
Ad esempio In Francia, dopo il quinquennio Hollande il Partito Socialista passò dal 25,5% al 7%. I ceti medi francesi abbandonarono la carcassa di un partito intimamente corrotto e irriformabile e si spostarono su Melenchon, il quale per carità, non è il mio paio di scarpe e condivide coi sinistri nostrani la tendenza ad accettare il bipolarismo identitario, ma sulle questioni economiche e sociali è sicuramente più chiaro, ed è meno corrotto.
PD e FdI sono i maggiori fattori di destabilizzazione politica e sociale del paese. Sono i partiti delle pensioni retributive e della rendita, i loro elettori accetteranno di destinare tutti i loro risparmi alla sanità privata da qui alla loro fine, a erogare welfare ai propri figli, a fidarsi dei loro rappresentanti, a far propri gli imperativi morali che gli verranno posti davanti.
Accetteranno tutto piuttosto che provare la percezione del salto nel vuoto, è già successo e non lo hanno evitato, e ci hanno già perso risparmi, serenità, certezze, futuro. Continueranno ad arretrare, ad accovacciarsi intorno ai bordi di un cerchio che gli si stringe sotto i piedi