
Sono riusciti a trasformare una vacanza in Spagna ad agosto in una missione da zona di evacuazione.
Il governo italiano decide per primo di ripristinare i controlli sui viaggiatori provenienti dalla Spagna. Il Governo Sànchez risponde applicando controlli analoghi, ma prolungandone la durata fino a settembre inoltrato e includendo anche i viaggiatori italiani, non solo quelli extra-Ue.
E a quel punto, signore e signori, entra in scena l’account istituzionale del Ministero degli Esteri. La Farnesina definisce “una misura di ritorsione” quella del Governo Sanchez e indica una serie di misure per assistere i viaggiatori italiani:
– assistenza consolare rafforzata;
– scheda Viaggiare Sicuri aggiornata;
– canale WhatsApp dedicato “Unità di Crisi – Spagna”;
-sala operativa dell’Unità di Crisi rafforzata e attiva 24 ore su 24;
– numeri di emergenza dei consolati da Madrid a Tenerife.
Manca soltanto il ponte aereo per evacuare quelli bloccati al duty free di Madrid e poi abbiamo completato l’operazione Dunkerque.
La parte migliore sta però nell’incipit della Farnesina, che definisce la decisione spagnola una “misura di ritorsione del Governo Sanchez”.
Il tono è quello del bambino che tira il primo schiaffo, ne riceve uno indietro e corre dalla maestra urlando: “Mi ha picchiato!”.
Perché tutta questa pagliacciata nasce da una decisione del governo italiano.
Creano il problema diplomatico, provocano la risposta, chiamano la reazione “ritorsione” e infine mobilitano l’Unità di Crisi per proteggere gli italiani dalle conseguenze della loro stessa genialata.
Buone vacanze a tutti, in particolare a chi commentava “grande Giorgia!”. E tenete a portata di mano il numero dell’Unità di Crisi