
Io non dormo. Non respiro bene. Non penso bene. Non vivo bene. Da ieri. Da quando ho visto Luca. Da quando lui è arrivato come se fosse il protagonista della mia vita. Che non lo è. Non lo deve essere. Non può essere.
Io stamattina mi sveglio e la prima cosa che faccio è guardare il telefono. Niente messaggi di Antonella. Niente. Silenzio. Silenzio che fa male. Silenzio che urla.
Mi alzo. Mi preparo un caffè. Non lo bevo. Mi tremano le mani. Mi tremano le gambe. Mi tremano i pensieri.
E poi Cristiano mi scrive: «Oh, ho visto Antonella stamattina. Era strana.» Strana? STRANA? Perché strana? Per chi strana? Per cosa strana?
Io li chiamo. Subito. Cristiano risponde con la voce di uno che non ha voglia di parlare. Io invece sì. Troppa.
«Cristiano… ieri… c’era Luca.» «Sì, ho sentito.» «Antonella… l’ha salutato… forte.» «E allora?» «E allora?!» «Federì, respira.» «Non posso.» «Perché?» «Perché lei… lei… lei era contenta.» «E tu come fai a saperlo?» «L’ho visto.» «Dove?» «Negli occhi.» «Federico, tu negli occhi vedi solo quello che vuoi vedere.» «No.» «Sì.» «No.» «Sì.»
Io mi siedo. Mi accascio. Mi sciolgo. Sono un gelato al sole.
«Cristiano… lui… lui è uno che…» «Che?» «Che alle medie non la guardava.» «E quindi?» «E quindi ora la guarda.» «Federico, è normale.» «No.» «Sì.» «No.» «Sì.»
Io mi alzo di nuovo. Cammino per casa. Mi sbatto contro una sedia. Mi sbatto contro un tavolo. Mi sbatto contro la mia dignità.
«Cristiano… io… io… io non ce la faccio.» «A cosa?» «A vederla con uno che… che… che…» «Che?» «Che non sono io.»
Silenzio. Cristiano sospira. Io mi preparo a morire.
«Federico… ascolta.» «Sì.» «Tu ieri eri una lagna.» «Lo so.» «Una lagna cosmica.» «Lo so.» «Una lagna che manco nei film.» «Lo so.» «E Luca…» «Sì?» «È montato.» «Sì.» «Antipatico.» «Sì.» «E tu?» «Io?» «Tu sei… tu.» «Che vuol dire?» «Che non sei montato.» «No.» «Non sei antipatico.» «No.» «Sei…» «Cosa?» «Sei un cucciolo bagnato.» «Cristiano, ti prego.» «Ma sei un cucciolo bagnato buono.» «Cristiano, ti prego.» «E Antonella lo sa.» «Cristiano, ti prego.» «E non ti fare film.» «Cristiano, ti prego.» «Federico.» «Sì.» «Respira.» «Non posso.» «Respira.» «Non posso.» «Respira.» «Va bene.»
Respiro. Male. Ma respiro.
E poi penso una cosa che mi fa ancora più male:
Se lei era contenta di vedere Luca… allora io… che ci sto a fare?
E mi viene da piangere. Ma non piango. Perché se piango, poi mi viene mal di testa. E oggi non posso avere mal di testa. Oggi devo soffrire lucidamente.